| Pochi giorni prima della sua morte Don Giacomo, fortemente provato nel fisico dalla terribile malattia, volle fare ritorno in Germania, tra la sua gente. Non avendo la forza di parlare, dispose che la seguente lettera fosse letta in sua presenza durante la celebrazione della SS Messa, per quello che fu il suo ultimo commiato. |
Cari amici, cari connazionali, carissimi cristiani,
così nel giornalino che per tanti anni, 31 per la precisione, è entrato nelle vostre case portandovi notizie della vita della nostra Comunità, incominciava la nostra corrispondenza ideale. Naturalmente la mia dicitura preferita era carissimi cristiani, perché negli ultimi anni insieme a Giorgio e a Giovanni era significativo che il Team pastorale avesse una linea speciale per chi aveva fatto insieme un cammino di fede e di vita da credenti.
Quest’oggi non c’è il vostro vecchio parroco, ma un signore anziano che ripensa a voi tutti, per ricordare e rivivere quel cammino di fede che siamo riusciti a fare insieme, con l’aiuto del Signore. Certamente sarebbe stato più bello se avessi espresso questi pensieri con la mia voce, ma se lo avessi fatto, non sarei riuscito ad andare avanti, non ce l’avrei fatta a proseguire il discorso soprattutto per la commozione che mi ruba quel poco di voce che la malattia e la chemioterapia mi hanno lasciato.
E sì! È proprio così. Ai primi giorni di luglio anche io sono stato colpito da una brutta malattia, un tumore all’esofago che è stato scoperto ai primi di agosto tramite la gastroscopia. Il resto del mese di agosto è servito per preparare il mio corpo alle tecniche moderne della chemioterapia che è incominciata il 4 settembre e che ti indebolisce fortemente. Dovrebbe durare sei mesi e io sono fiducioso che mi aiuterà a scacciare questa brutta bestiaccia e permettermi di tornare a lavorare come viceparroco nelle tre parrocchie poco lontano da casa mia. E così al don Giacomo che non avete mai visto ammalato in Germania, è capitato di ammalarsi in Italia, e dico per fortuna perché così sono aiutato dalla famiglia di mio fratello e di mia sorella e da un angelo custode che tutti voi conoscete bene. Dico ancora che a causa della mia malattia sono qui con voi di domenica, altrimenti non sarebbe stato possibile incontrarvi ancora così numerosi in un giorno di festa.
Ma cambiamo argomento e torniamo ad un tema che mi sta molto a cuore. Poco fa parlavo di un cammino di fede che abbiamo percorso insieme e ci ritorno. Non perdete i frutti di quella esperienza, non fateli annullare dalla dura vita che dovete continuare a fare qui in Germania e dalla convulsa situazione sociale che magari si sta presentando ora davanti a voi. Non bisogna perdere il prezioso frutto del nostro vivere in Comunità, anzi è necessario rinforzare la coscienza di essere parte di una grande famiglia quella dei cristiani, saper riconoscere in questo il valore di vivere insieme e non da soli la propria religiosità, evitando con forza qualche divisione che potrebbe sorgere, vista la diversa provenienza regionale.
Questi miei pensieri vogliono essere rispettosi di ognuno di voi e della vostra provenienza dall’Italia ed infine vorrei rivolgermi alle mamme senza con questo escludere i papà, anzi penso che dovrebbero sempre essere profondamente coinvolti anche loro nei momenti di difficoltà, per questo direi che insieme, sempre dovete saper tenere in piedi la famiglia, perché da essa dipende la vita e il futuro della Comunità cristiana e della società civile.
Adesso però concludo ringraziando tutti per questa vostra presenza, per le preghiere che sono sicuro avete fatto per me e che continuerete a fare chiedendo al Signore una pronta guarigione per il vostro don Giacomo. Ancora una volta tante e tante grazie e scusate se non vi saluto singolarmente perché sarebbe per me uno strapazzo troppo forte.
Don Giacomo
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Il 29 novembre del 2009, prima domenica di avvento, abbiamo ricordato nella Messa l’anniversario della morte del nostro amato parroco don Giacomo. Il delegato don Pio Visentin e don Michele Favret hanno celebrato la messa ricordando il grande impegno di don Giacomo per la nostra comunità e il suo messaggio di continuare in unità e fraternità.
La grande partecipazione della comunita' ha dimostrato quanto lui sia ancora presente nel cuore di tanti. Di sicuro don Giacomo e Dio stesso sono stati contenti di vedere in quel giorno la chiesa grande di St. Marien strapiena.